Non leggete come fanno i bambini, per divertirvi, o come fanno gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere!

Gustave Flaubert
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domenica 15 agosto 2010

diabolik

Oggi, nella sessione fumetti d'estate parleremo di Diabolik, un fumetto che molti di voi conoscono, così com'è famoso in tutto il mondo..ma non molti (come spesso capita per le cose che entrano subito in voga) ne conoscono la storia.
Il fumetto Diabolik è nato nel 1962 da un'idea di Angela Giussani, che voleva trovare un "passatempo" ai tanti pendolari della stazione Nord di Milano afflitti dalla noia ( Anglea abitava nelle vicinanze della suddetta stazione ). Non si limitò però solo a pensare il personaggio, ma decise anche che formato adottare per le pubblicazioni: il formato tascabile. Questo formato era rivoluzionario per gli anni '60: infatti tutti i fumetti usciti in quegli anni, ad esempio Tex, erano pubblicati in un albo grande il doppio in larghezza e lunghezza del nuovo uscito, perciò Diabolik fece subito scalpore tra le folle fin dal suo primo numero. Inoltre le sorelle decisero di adottare il suddetto formato perché volevano creare un libretto comodo e pratico, che poteva essere letto ovunque.  Angela fu affiancata anche dalla sorella Luciana, che però prese parte alle sceneggiature solo dopo l'uscita del quattordicesimo o quindicesimo numero: le sorelle lavorarono bene insieme, non senza litigi, ma arrivarono comunque, aiutate anche naturalmente dagli inchiostratori, dai grafici e dai disegnatori delle matite, ad ultimare il personaggio e a far diventare Diabolik il migliore dei fumetti noir del secolo.
Inizialmente tutti i fumetti pubblicati di Diabolik fino al quarto episodio della seconda serie,cioè del quarto anno (Angoscia,1965), portavano su la scritta "per adulti", con significato certamente diverso da quello che intendiamo noi oggi, ma poi Angela e Luciana decisero di togliere quella scritta perché cominciavano ad uscire i veri e proprio fumetti erotici.

La casa editrice del fumetto era, ed è tutt'oggi, la Astorina il cui nome deriva da Astoria, la casa editrice di Gino Sansoni, marito di Angela. Lei quindi era già abbastanza esperta nel campo delle testate e della pubblicazione, infatti aiutava il marito nel suo lavoro e così, a poco a poco, le venne insieme alla sorella di creare una testata, che prese il nome di Big Ben, da Big Ben Bolt, il pugile di John Cullen Murphy. Tuttavia le storie non erano un granchè e la pubblicazione non si vendeva bene e dal punto di vista editoriale Big Ben non era conveniente, quindi dopo due anni, decisero di chiudere la testata.
Fu così quindi che nacque l'idea di creare un uomo dagli occhi di ghiaccio, dallo sguardo pungente e penetrante e dall'astuzia incomparabile. In più Diabolik era, come il formato tascabile, un personaggio rivoluzionario per quegli anni: infatti si può definire un "anti-eroe", in quanto era un genio del crimine, aveva intrapreso la strada degli omicidi, delle rapine e dei furti, era cresciuto ( come si scoprirà in "Diabolik chi sei?" 1968 ) sull'isola di King, un pericoloso criminale. Proprio questo essere fuori dalla righe, al di fuori della legge, ha fatto scoppiare aspre critiche tra il pubblico dei benestanti, fino a trascinare Angela e Lucina perfino in tribunale. Fu soprattutto il pretore di Lodi, un magistrato molto severo in tutte le pubblicazioni contrarie a certe sue convinzioni, che "lottò" contro il nuovo fumetto e fece anche sequestrare un numero ( Il tesoro sommerso, DK 82): e dato che per legge la sentenza è esecutiva su tutto il territorio nazionale, quel numero venne sequestrato ovunque, causando naturalmente un danno economico sia alle sorelle sia alla casa editrice. Il processo infine fu vinto ed ormai era già passato del tempo da quando il pretore fece sequestrare il suddetto numero; era già uscito inoltre un altro episodio e quindi i problemi erano quasi del tutto risolti. A questo proposito Lucina, intervistata da Franco Spiritelli, dice: " Ricordo un simpatico aneddoto al riguardo: ci telefonò il distributore di Lodi, disperato perché in quella città ormai non arrivava più nulla, dal momento che quel pretore faceva sequestrare un sacco di pubblicazioni... "  ( intervista riprodotta dall'albo Diabolik, i Quaderni del fumetto italiano, ediz. Astorina ).

Ma i guai non finirono di certo lì: le sorelle infatti ebbero problemi anche con le femministe, che le scrissero lettere di accusa e di protesta. Tutto ciò era dovuto ad un numero di Diabolik (Delitto dietro la maschera, DK 209), in cui Eva decise di far le cose a modo suo e finì per cacciarsi nei pasticci; alla fine però intervenne Diabolik, che la salvò e l'albo si concluse con l'espressione del Genio del crimine "...adorabile pasticciona".
L'attacco delle femministe comunque non causò nessun danno di alcun genere alla casa editrice e non influì neanche sull'andamento delle storie successive a quell'episodio.
Diabolik intanto si fece strada e riuscì ad avere la supremazia sugli altri fumetti neri dell'epoca ( Zakimort, Satanik, Kriminal ): nel suo processo di sviluppo e di scalata verso il successo il fumetto ebbe delle trasformazioni anche nel campo dei disegni e dei tratti caratteristici dei personaggi, come ad esempio Eva. 
Nel 1963 Eva aveva i tratti somatici di una donna aristocratica: infatti le sorelle Giussani nei primi anni della loro pubblicazione, per la creazione dei personaggi, si ispirarono agli "anti-eroi" francesi
Rocambole, Arsenio Lupin, Fantomas.
Nel 1967 Eva è stata rappresentata in posa erotica, troppo audace per l'epoca, e quindi Angela e Luciana furono costrette ad archiviarne i tratti. 





Nel 1969 il personaggio acquista una maggiore dimestichezza, abbandonando i tratti d'alti borghesia nel 1963. 
Nel 1976 e nel '91 non ci furono veri e proprio cambiamenti, tranne un grazioso chigon dietro la nuca.

lunedì 5 luglio 2010

La nascita di Topolino

Quando nacque il giornalino di Topolino, era l'Aprile del 1949 e la casa editrice Mondadori che lo pubblicò, usava già una costosissima macchina per stampare il mensile Selezione del Reader's Digest, perciò decise, per abbassare i costi, di produrre Topolino con lo stesso formato, così da allora, Topolino ha mantenuto le sue forme, restando un giornalino comodo e tascabile. Fu rilegato con punti metallici e stampato in bianco e nero. Sulla copertina del primo volume vediamo Topolino (il vero protagonista del fumetto) marciare in una parata festosa..per il suo debutto in edicola, ma quello che i lettori non sanno, è che non ci sarà solo lui. Nel mondo di Topolino tutto è un mistero e un'avventura con Paperino, Minnie, Paperina, Pluto, Pippo, che conosceremo nelle altre uscite. Tutti questi personaggi crescono con Topolino, e da quel mondo ne escono tanti altri, sempre più moderni..nel corso degli anni uscirà un singolo fumetto dedicato a Paperino, nato intorno al 1931 e che ha festeggiato i suoi 79 anni; un altro fumetto sarà dedicato solo a Minnie, un altro solo per Minnie e Topolino e poi nell'epoca più moderna, scatta il via per Paperinik "il diabolico vendicatore" (..e simpaticissimo" direi).
Nel 1960 , l'appuntamento con il giornalino, diventa finalmente settimanale. e' l'inizio dell'estate, un buon motivo per sfogliare anche insieme agli amici in spiaggia, i fumetti, tra un castello di sabbia e una formina e poi correre ancora in edicola per ultimare in fretta la collezione delle figurine dei personaggi Disney.
Nel 1962 invece, i bambini si trovano coinvolti nel Club di Topolino, infatti quest'anno, le idee e i regali per i soci e i nuovi arrivati, sono sempre più straordinarie: il primo fra tutti è il Diploma di Appartenenza firmato Walt Disney e il kit di benvenuto per i new-entry, per loro, nella propria casella di posta, troviamo la tessera di Associazione, il distintivo metallico con Qui, Quo e Qua e il vademecum: un libretto di ritotte dimensioni, che ricorda tanto quello delle Giovani Marmotte.
Il 1965, è un anno d'oro per topolino, che festeggia le sue 500 uscite, il 27 giugno con copertina dorata, con tanto di lettera da parte della Walt Disney che si complimenta con il direttore Mario  Gentilini per il traguardo raggiunto. Al numero è allegato il primo gadget: una farfalla, perfetta imitazione dell'animale variopinto; il regalo va a ruba, tanto che diventerà un preziosissimo cimelio in campo collezionistico.
Così come il numero 500, arriva anche il numero 1000;




siamo nel 1975, il 26 gennaio; nelle edicole quel giorno nacque Bruto "un gancio in miniatura" un nuovo personaggio creato da Romano Scarpa.
1976: arriva la quinta edizione del campionato calcistico europeo e i topi e i paperi sono pronti a diventare atleti e calciatori sul Topolino n°1100 con ben 16 pagine dedicate al mondo del calcio; i protagonisti del fumetto si ritrovano affiancati, in quelle pagine, alle 16 mascotte della seria A.







1978: Tanti auguri Topolino! E certo che ne ha fatta tanta di strada fino ai suoi 50 anni. Così diceva allora la Walt Disney: "Spero soltanto che non ci si dimentichi di una cosa; che tutto è cominciato con un topo". Il fumetto gli dedica una bellissima copertina, troviamo sul numero 1199 del 19 novembre il nuovo Topolino che riflettondosi nello specchio vede l'immagine di se stesso nelle sue prime uscite, entrambi si scambiano gli auguri.




1984: Gli anni passano ancora e le uscite del fumetto questa volta diventano 1500, 1500 successi indiscussi che non potevano non essere celebrati su di una copertina destinata a durare nel tempo! Il giornale ha una placca di metallo sbalzato attaccata alla cover multiuso, sulla quale troviamo Topolino in marcia festante attorno al mondo; multiuso perchè può diventare (data la sua copertina rigida) quadretto per la camera, targa per la bicicletta, fermacarte ed un simpatico copri-diario.





1997: il numero 2185 entrò nel Guinness dei Primati con la storia a fumetti più piccola del mondo. Il titolo era Topolino ino ino e le vignette che la componevano erano tutte disegnate in un'unica pagina; come potete immaginare, fu presa  d'assalto dai collezionisti.

mercoledì 30 giugno 2010

Sessione Fumetti

Per tutta l'estate e a seguire aggiorneremo il blog non soltanto con altri libri di attualità ed ideali come accompagnatori dell'estate, con curiosità inerenti a concorsi e premi letterari, ma anche con nuovi manga sempre in uscita e, come precedentemente annunciato in un commento, con i nostri cari e amati fumetti. Da oggi inseriremo la loro storia, cercando di essere sintetici, nei prossimi giorni inseriremo alcune copie con le recensioni dei fumetti più amati di tutti i tempi.
Il fumetto è un linguaggio costituito da più codici, tra i quali si distinguono principalmente quelli d'immagine (illustrazione,montaggio...) e di temporalità (armonia,ritmo, narrazione...).
l termine "fumetto" si riferisce alle "nuvolette", simili a sbuffi di fumo, utilizzate per riportare il dialogo tra i personaggi (detti in inglese balloon). Per diverso tempo, soprattutto in Italia, furono utilizzate delle didascalie in calce a ciascuna vignetta, spesso costituite da due ottonari in rima baciata; solo successivamente vennero utilizzati i veri e propri "fumetti" (anche se ci sono utilizzi precedenti). Negli USA e nei paesi anglofoni i fumetti sono indicati come comics, in Giappone vengono chiamati manga ("immagini in movimento" o "senza senso"), in Francia sono chiamati bande dessinée ("strisce disegnate").
La storia di questo linguaggio, fenomeno del XX secolo ma con radici nel secolo precedente, può essere fatta risalire all'epoca delle caverne, quando cioè i primi esseri umani realizzarono i graffiti per raccontare le loro battute di caccia ed episodi di vita quotidiana. Quello che guarda caso (specie per la seconda situazione) fanno i comics, o strips che dir si voglia.
Il personaggio che ha dato il via all'industria del fumetto statunitense come fenomeno di massa è stato Yellow Kid, il bimbo vestito di giallo nato dalla fantasia di R.F. Outcault (che lo ideò a beneficio degli adulti, poiché sono gli adulti a comprare i giornali), che a tutt'oggi dà il suo nome a un importante premio italiano del fumetto. Ma ormai da molti anni, a seguito di approfondite ricerche scientifiche sul medium, il fumetto moderno si considera partire ben prima, dall'intuizione narrativa dell'autore ginevrino Rodolphe Töpffer che, tra il 1827 e il 1833, ha creato e pubblicato, sia in Svizzera che in Francia, quelle che si possono considerare le prime vere storie a fumetti (opere di letteratura disegnata) dell'epoca moderna. Va citato anche il lavoro "Max und Moritz" del tedesco Wilhelm Busch, precursore del filone dei monelli pestiferi nei fumetti.
Tra i primi e più innovativi autori di inizio Novecento, vanno citati, oltre a Outcault, Winsor McCay, Lyonel Feininger, George Herriman e Gustave Verbeek.
Da allora in poi, grazie ai quotidiani prima e alle riviste pulp poi, che da raccolte di racconti, lentamente, sono diventate il principale mezzo di diffusione di questo nuovo genere, il fumetto ha raggiunto una buona popolarità, pur restando, in alcuni paesi, un mercato di nicchia.
La realizzazione di un Fumetto comprende diversi passaggi, che partono dall’idea fino ad arrivare alla stampa:
  • soggetto, la trama sintetizzata della storia. Formalmente identico a quello usato per qualsiasi mezzo narrativo, dal romanzo al cinema;
  • sceneggiatura, la descrizione dettagliata di tutta la storia. La sceneggiatura comprende la descrizione di luogo e tempo dell’azione, dell’azione stessa, dei dialoghi, delle didascalie e delle onomatopee. Sovente include indicazioni sulle inquadrature e sul numero di vignette in cui suddividere la tavola. Ogni sceneggiatore usa indicazioni e metodi di scrittura diversi;
  • documentazione, tutto il materiale, sia visivo che testuale, necessario alla realizzazione dell’opera. Vengono spesso usati riferimenti fotografici, nel caso di fumetti con ambientazioni realistiche, documenti storici, iconografici, etc.;
  • studi, tutti i disegni preparatori, che comprendono la visualizzazione di ambienti e personaggi. Particolarmente importanti quelli relativi ai personaggi principali, che devono essere perfettamente definiti, per risultare riconoscibili da vignetta a vignetta. Fondamentali gli studi di costumi e ambientazione nel caso di fumetti storici.
  • storyboard, la prima visualizzazione della storia. Ogni tavola viene disegnata, vignetta per vignetta, in maniera approssimativa, per scegliere le migliori inquadrature e valutare l’ingombro visivo del testo (balloon, didascalie, onomatopee). In questa fase vi possono essere modifiche anche sostanziali alla sceneggiatura, come cambi di inquadratura, accorpamenti di sequenze o scomposizione di vignette;
  • matite, si procede quindi ad un ulteriore definizione. Lavorando su un formato uguale o più grande di quello di stampa, la tavola viene disegnata in ogni dettaglio;
  • inchiostrazione, le matite vengono ripassate a china. Gli strumenti più usati sono il pennello di martora, pennini, pennarelli. La quantità di neri pieni, e lo spessore del tratto varia molto, in base allo stile di disegno;
  • colorazione, al disegno in bianco e nero vengono aggiunti i colori. Quasi tutti i fumetti oggi vengono colorati con l’uso di software. Gli strumenti più usati oltre al computer sono acquerelli ed ecoline;
  • lettering i testi vengono apposti nei balloon e nelle didascalie in buona grafìa, operazione eseguita a mano fino alla fine del secolo scorso, oggi il lettering è realizzato al computer, tranne in alcuni casi particolari;
A queste fasi si aggiungono tutte quelle relative alla produzione di una rivista o di un libro: la correzione delle bozze, l’impaginazione grafica, la produzione di testata e copertina. Il tutto coordinato da un supervisore, che può essere un editor (supervisore del progetto), o l’editore stesso.

Di anno in anno i personaggi si sono evoluti e sono del tutto scomparsi, ma ancora oggi il loro ricordo rimane, nei bambini che sono cresciuti. Ricordate il fumetto di Topolino? Nacque nel 1932 e da allora la figura di Topolino è cambiata, son nate poi Minnie e Paperina, Pluto, Pippo e Paperino; ricordate quest'ultimo? le sue parole gracchiate? Oggi in molti cartoni di Paperino si è voluto azzardare un passo nella memoria dello stesso personaggio: dargli una voce che sia comprensibile al telespettatore, la cosa non è andata avanti, e sapete perchè? Paperino ci piace così com'è.