Non leggete come fanno i bambini, per divertirvi, o come fanno gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere!

Gustave Flaubert

giovedì 10 giugno 2010

Premio Strega

Siamo arrivati al 64mo Premio Strega, lo scrittore Tiziano Scarpa, vincitore della edizione passata con il suo Stabat Mater, troneggiava al centro del seggio nel sempre affollatissimo, illustre salotto Bellonci e le centinaia di schede dei famosi "Amici della domenica" quasi lo sovrastavano; l'anno scorso "strappò" il premio ad Antonio Scurati e al suo il bambino che sognava la fine del mondo con 119 su 118. Per quest'edizione invece ecco i 5 finalisti: Silvia Vallone con 62 voti, Paolo Sorrentino con 55 voti,  Antonio Pennacchi 54, Matteo Nucci 50 e Lorenzo Pavolini con 45 voti. E' stato un anno storico il 2010 per lo Strega che ha visto all'inizio presentarsi al giudizio della commissione ben 19 titoli. Il premio Strega è un riconoscimento letterario tra i più importanti del Paese, fuori dalle polemiche e dai tentativi di rinnovamento come ha confermato ieri il presidente del  comitato direttivo, il professore Tullio De Mauro il quale ha tenuto fede alla promessa di un inizio di rinnovamento per il Premio. Ad incrementare gli ormai  celebri 400 "Amici della domenica", l'aggiunta di trenta nuovi lettori "forti" scelti in base alle selezioni di librerie indipendenti e per finire, nuovi appuntamenti come quello di oggi al Festival Letterature di Massenzio e la trasferta dei 5 finalisti  il 18 giugno a Vienna. Come sempre per  il Premio Strega l'occhio oltrepassa il singolo contenuto dell'opera per diventare un osservatorio sull'Italia che cambia.

Il primo libro di Silvia Avallone ha al centro l'adolescenza, la stagione dell'esistenza dove tutto può accadere. Francesca e Anna, la mora e la bionda, una coppia quasi da clichet, inseparabili e bellissime. Hanno intorno lo squallore di famiglie in cui la violenza è regola di vita, con genitori che fuggono da un destino operaio per trafficare in opere d'arte rubate e denaro falso.






La morte del padre è l'occasione per Lorenzo per guardarsi intorno con una forza e una macerazione che possono essere fatali, coinvolgendo i complicati rapporti di chi gli sta vicino. Egli è terrorizzato dall'idea di somigliare al padre troppo debole e menzognero. E' un tormentato gioco di specchi. La memoria familiare parte della complicata cerimonia degli addii in una dimensione "antica" di incontro con il destino.










Gli hanno raccontato che il nonno paterno, Alessandro Pavolino, è stato un autentico eroe, un aviere morto in guerra, ma lui quasi bambino ha scoperto che lo stesso nonno era ministro di Mussolini  tra i più crudeli e fanatici. Quel bambino, Lorenzo, molti anni più tardi cerca la "verità" non "sul" nonno, ma "del" nonno, attraverso libri e documenti, tuffandosi nelle pieghe della storia non solo familiare, per una identità sofferta che è il doloroso approdo di un breviario personale davvero insopprimibile









Canale Mussolini racconta una storia di una famiglia veneta trasportata in terra laziale per bonificare e popolare le Paludi Pontine. Il viaggio in mezzo a scontri e contraddizioni con socialisti e fascisti, violenze e vendette, i conflitti con gli abitanti dei monti, quelli interni al regime e alle famiglie trapiantate, lo sbarco ad Anzio.












Il primo romanzo di Paolo Sorrentino può richiamare alla memoria il tratto grottesco e sfrenatamente caricaturale del Divo, la sua vena di dolente sarcasmo. Tony Pagoda - cantante dell'estrema periferia partenopea elevato a gloria quasi nazionale con la sua vita esagerata -vuole sedurre sempre e comunque dalla metà degli anni Settanta fino all'anomalia caotica, urlante, confusa, della contemporaneità

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