Non leggete come fanno i bambini, per divertirvi, o come fanno gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere!

Gustave Flaubert

lunedì 21 giugno 2010

Al salone di Sanremo

Il premio letterario Casinò di Sanremo Libro del Mare arrivato alla sua settima edizione, è vinto da Alberto Cavanna con il romanzo da bosco e da Riviera (Einaudi). La premiazione si è svolta sabato 19, come tradizione, sull'Amerigo Vespucci, la nave scuola della Marina miltire italiana. Tutto ciò si è trasformato in un osservatorio che ci ha permesso di scoprire un nuovo fenomeno, un tema della narrativa di mare: la metafora della vita con le barche; barche che incarnano tutti i valori e le maschere in balia del mare; ma perchè si è divulgato in così poco tempo queste singolari concezioni delle barche? Elio Vittorini, in Sardegna come un'infanzia, lo spiega con li fatto che esse ci mettono "in contatto con un'altra possibilità di meravigliosa esistenza"; Vittoro G. Rossi invece afferma "Si può amare una nave come si ama una donna, anche di più. Certo una nave non si ama tutti i giorni, tutt'altro: vengono giornate in cui si maledice lei e chi l'ha fatta. Ma neanche una donna amata si ama tutti i giorni" (Pelle d'uomo). Spesso quindi, gli scrittori rappresentano navi e barche come cose vive, in grado di influire sull'esistenza di chi la possiede o chi ci naviga.
Tornando ai finalisti della narrativa, Pietro Spirito ne "l'antenato sotto il mare", ripercorre le sue esplorazioni subacque alla ricerca di relitti navali. Ci parla di imbarcazioni affondate, "creature" per sempre immobili, eppure così vive.
Vincenzo Onorato nel suo romanzo "quando saremo vento sulle onde del mare" racconta le memorie di un comandante, nel ricordo del quale ogni nave è legata all'incontro con una donna.
Brunello Vandano, giunto in finale con Ti chiedo ancora 900 miglia, pone al centro della sua narrazione un vecchio motorsailer. Il protagonista è un anziano signore, il quale, dopo alcuni decenni, ritrova questa barca che nel suo cuore è legata a due donne amate da giovane;l'acquista, e con un equipaggio la rimette in mare; vive quella che presumibilmente sarà la sua grande e ultima avventura. In conclusione possiamo dire che le navi e le barche, maschi o femmine che siano, conservano presso di noi, la capacità di farci sognare. Continuano a sedurci con "un'altra posibilità di meravigliosa esistenza"

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